Roberto Brusaca' Fotografo
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Sono nato a La Spezia il 13-07-65, ho trascorso l’infanzia e l’adolescenza tra barche a vela, Stereoplay e pellicole; i libri di scuola certo non occupavano il primo posto fra i miei interessi, e la valutazione della maturità scientifica era da dimenticare, azione che non ho avuto nessuna difficoltà a portare a termine, vista la mia leggendaria mancanza di memoria.
La grande svolta della mia vita avvenne ai 19 anni con il trasferimento nella megalopoli milanese per frequentare l’Istituto Europeo di Design, fui poi assistente free-lance per qualche tempo e finalmente iniziai la professione dividendo lo studio con un collega compagno di IED.
Tempi eroici e avventurosi quei primi anni, prodighi di fatiche ma anche di soddisfazioni economiche (erano gli ultimi scampoli del periodo d’oro della pubblicità italiana) e professionali; proprio l’impegno nella professione, una costante in questi ormai 20 anni di militanza, mi ha permesso di applicare tecniche fotografiche innovative (vedi la sezione “Hanno parlato di me”) e di acquisire un nutrito parco clienti (Neutro Roberts, Perfetti, GlaxoSmithKline, Nec, Giotto-Fila, Lepo Line, Coveri, Centrale del Latte di Torino, Funai, Samsung, Buitoni, Bonola…).
Il supporto fisico sul quale fissare le mie tracce di luce è sempre stato la pellicola di grande formato, affiancata e poi sostituita, da tre anni a questa parte, dal sensore digitale. Questo radicale mutamento l’ho accolto e affrontato con entusiasmo, acquistando tutta l’attrezzatura necessaria per fornire un prodotto di elevata qualità ma soprattutto dotandomi (attraverso due corsi di Photoshop e un Master avanzato) del knowledge indispensabile a padroneggiare questo nuovo strumento espressivo per molti ancora così ostico.
Amo la buona musica e la sua corretta riproduzione (sono un audiofilo patito dell’HIFI e spesso mi si può sorprendere a sventrare un amplificatore alla ricerca di una migliore immagine sonora (qualsiasi cosa ciò voglia significare)).
Adoro altresì i buoni libri che tengono compagnia nelle serate invernali (ma questi non li sventro), e soffro di una forma patologica di saudade per il Brasile, come si può agevolmente verificare consultando la sezione “Personal”.